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Quando un traduttore deve dire di no - Palermo

Si può essere traduttori in molti modi. C'è chi traduce per un'agenzia di traduzione, chi per una casa editrice, chi è un freelance. Probabilmente ogni traduttore si è ritrovato almeno una volta nella vita a fare parte di una di queste categorie e, in ogni caso, almeno una volta si sarà ritrovato a fare i conti con una decisione da prendere: accetto o non accetto il lavoro che mi hanno proposto?
Come fare a decidere? Innanzitutto, se non siamo sicuri di accettare il lavoro in questione, vuol dire che qualcosa non ci convince o, per lo meno, ci frena. Essere onesti con se stessi è il primo passo per non tradire (non tradire se stessi, non tradire la fiducia del committente, non tradire la categoria intera). Perché posso avere dubbi, posso anche sbagliare, ma se sono coerente andrà tutto bene (o almeno così si spera).
Iniziamo ad analizzare le situazioni più comuni in cui sarebbe doveroso rispondere con un "no, grazie".
Può capitare che il compenso proposto per un lavoro non sia adeguato. Conosco questa sensazione. Conosco anche le circostanze. Il tuo nome è stato fatto da un amico, e fin qui niente di male, anzi. È stato gentile a pensare a te. Ma si dà anche il caso che l'amico bisognoso di aiuto per un testo da tradurre voglia il lavoro fatto in tempi brevissimi e per pochi soldi, pochissimi. Potrebbe anche non avere fatto lui per primo una proposta di compenso, ma avere già in mente quanto spendere al massimo. Appena tu proponi il prezzo, lui ti dice o ti fa capire che aveva in mente di spendere non più di un terzo di quello che vorresti tu, e a quel punto potrebbe fare la sua comparsa virtuale anche il fantomatico immancabile cugino che mastica l'inglese e che potrebbe tradurre il tutto a molto meno o gratis. "Pace", a quel punto, non rimane che dire.
Mettiamo adesso il caso che l'aspetto più rilevante sia non tanto il compenso esiguo, ma l'esiguità del tempo a disposizione per portare a termine il lavoro. Questo potrebbe essere un fatto soggettivo, magari ci può essere chi è abituato a effettuare traduzioni in tempi davvero brevi, ma si può anche presentare un caso ai limiti dell'umana tolleranza, tipo la richiesta di terminare in meno della metà del tempo che sarebbe necessario, o peggio. A quel punto emerge una vocina nella testa del traduttore che bisbiglia: "pensa alla salute!"
Prendiamo in esame un'altra situazione ipotetica. L'amico di un amico è venuto a conoscenza che sei un traduttore: perfetto! Potrebbe essere una fortuna per te, traduttore, ma il problema è che ti richiede di tradurre un testo su come il DNA si modifica a contatto con la tale molecola causando potenziali danni all'umanità. Ti senti in grado di tradurre un testo del genere? Ne hai le capacità? Le competenze? La risposta è no? Potresti consegnare un lavoro di cui non saresti fiero e in cui non vorresti figurasse il tuo nome? La risposta è sì? Bene, in questi casi meglio non accettare e consigliare, se si può, un collega più competente in materia.
Ci sono poi situazioni in cui contrariamente alle apparenze è opportuno dire di sì. Capita ad esempio che ci sentiamo stanchi, che ci sia un bel film alla TV o che magari in quel momento non abbiamo voglia di lavorare. Ascoltiamo stavolta l'altra vocina che ci dice "non fare lo stupido" e accettiamo. Accettiamo anche quando ci viene offerto un lavoro per cui abbiamo le competenze, ma che ci sembra al di sopra della nostra portata solo perché magari abbiamo poca stima in noi stessi. Il problema non è tanto il testo da tradurre, che ha tutte le carte in regola per farci svoltare nella nostra carriera, ma la visione che abbiamo di noi stessi: proviamo allora a lavorare su questo fronte e a non lasciarci scappare un'ottima occasione!
A ogni modo, seguiamo il nostro istinto, la nostra intuizione, e guardiamo con onesta alle nostre competenze, lottando per mantenere sempre intatta la dignità nostra e dei nostri colleghi.

Ti vengono in mente altri casi in cui sarebbe opportuno dire di no? Se ti va, scrivili nei commenti qui sotto.

: 19/03/2017
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creativi, artisti e comunicatori

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Autore
: Monica D'Alessandro
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